lunedì 30 gennaio 2012

foresta pluviale

La foresta pluviale è una foresta caratterizzata da elevata piovosità, e per definizione si considera tale con un minimo di precipitazioni annue comprese tra i 1.750 e i 2.000 millimetri.
Nelle foreste pluviali si trovano i due terzi di tutte le specie viventi animali e vegetali della Terra, si stima che molte centinaia di milioni di specie di piante, insetti e microrganismi siano tuttora sconosciute. Generalmente il sottobosco in una foresta pluviale è limitato solo a pochi settori causa la mancanza di luce solare a livello del suolo.
I due tipi di foresta pluviale sono:

la foresta

La foresta è una vasta zona non antropizzata, dove la vegetazione naturale, in particolare gli alberi ad alto fusto, cresce e si diffonde spontaneamente. Quando l'estensione della foresta è limitata, si parla di bosco. Ai sensi della nomenclatura FAO, con il termine foresta si identificano più propriamente le aree con ampiezza minima di 0,5 ha caratterizzate da una copertura arborea superiore al 10% determinata da specie capaci di raggiungere 5 m di altezza a maturità in situ.


Etimologia

Il termine "foresta" viene dal latino forestis o foresta ossia esterno alla civiltà basata sull'urbe, quindi fuori dalle mura poiché le foreste si ritenevano ricettacolo di fuorilegge, sciamani e culti celtici temuti dai coloni romani. Nel medioevo il termine "forests" si riferiva alle foreste reali, esclusiva riserva di caccia del monarca inglese e vietate al resto dei sudditi. Queste foreste furono praticamente le uniche rimaste intatte dopo l'occupazione delle terre demaniali da parte dei grandi allevatori inglesi. Di qui, in inglese, "forests" è divenuto sinonimo di grandi boschi incolti e venne utilizzato con lo stesso significato anche dall'italiano, con forte accentuazione verso foreste distese come quelle tropicali (Amazzonia, Africa, Indonesia) ma usato anche le foreste boreali o temperate (Taiga siberiana, foreste boreali canadesi, Foresta Nera ecc.).

Tipi

La Foresta vegeta in quelle aree in cui il suolo e - soprattutto - il clima consentono agli alberi di coprire con continuità il terreno. Il clima non deve essere troppo freddo, né troppo arido. All'interno di queste condizioni climi diversi danno origine a diverse foreste. La copertura vegetale prende la forma di foresta quando i fattori climatici, il suolo e l'azione dell'uomo creano delle condizioni tali in cui le specie vegetali dominanti sono alberi.

Suddivisione botanica

Alle variazioni dell'optimum climatico corrispondono foreste dominate da specie particolarmente adatte alle specifiche condizioni ambientali: igrofile (clima umido: foreste tropicali umide, foreste ripariali o plaziarie temperate) mesofile (con condizioni di temperatura/umidità intermedie: foreste submediterranee e temperate); xerofile (clima tendenzialmente asciutto: foresta mediterranea, foreste africane a palme ed acacia). L'optimum climatico, la geografia e gli altri fattori ambientali determinano le specie arboree dominanti della foresta. Conifere (abeti e pini) nelle zone fredde, latifoglie decidue(faggi, querce, aceri) in quelle temperate, latifoglie sempreverdi (magrovie, ceiba, mogano) in quelle tropicali. La varietà delle specie viventi rende comunque sommaria questa suddivisione, basti pensare alle foreste di conifere tipiche dei climi caldi come le pinete mediterranee.

Stato di conservazione

Per foresta primaria si intende una foresta intatta, le cui funzioni vitali e il cui ecosistema sussiste allo stato originario. Questa foresta non è mai stata toccata da attività umane a carattere industriale né dalla conversione agricola. La foresta primaria è una foresta matura e solitamente ospita il massimo grado di biodiversità.
La foresta secondaria è una foresta fortemente disturbata, per cause naturali e non. Può trattarsi di una foresta che ha subito diverse ondate di taglio selettivo, o più frequentemente una giovane foreste ricresciuta dopo operazioni di taglio a raso, o dopo un ciclo di agricoluta basata sul "taglia e brucia" (slash and burn). La foresta secondaria è solitamente caratterizzata da una copertura meno sviluppata, alberi più giovani e da minore diversità, con una maggiore presenza di specie pioniere. Spesso, a causa della minore copertura, il sottobosco di una foresta secondaria, soprattutto ai tropici è più denso, assumendo il carattere di giungla.
Le aree forestali intatte si estendono ancora su 13 milioni di chilometri quadrati, l'8% della superficie emersa: metà delle foreste originarie che ricoprivano il pianeta dalla fine dell'era glaciale è perduta per sempre, e la maggior parte delle residue foreste è frammentata in aree ridotte.
Per "frontier forests" o paesaggi forestali intatti, si intendono ecosistemi a base forestali che coprano un'area che superi i 500 chilometri quadrati e le cui funzionalità naturali non siano intaccate dall'intervento umano.

Aree coperte

In Europa, la massima concentrazione di foreste si trova in Fennoscandia, dove la foresta copre il 65% del territorio, seguita dalla Russia europea e dalla Siberia con il 43%. La concentrazione si mantiene molto alta anche nei paesi a clima tropicale e monsonico:Giappone (52%), Indonesia e Birmania(55%), Repubblica Democratica del Congo e Camerun(44%).
Le regioni più foreste in Italia sono il Trentino-Alto Adige, la Liguria e la Calabria

Ecosistema

La foresta è parte integrante e fondamentale dell'ecosistema, fornisce ossigeno per la sopravvivenza degli esseri aerobi, cibo per gli erbivori nonché rifugio per una buona parte del mondo animale selvatico.

Interesse economico

La foresta è un'importante fonte economica per via del legname e dei suoi derivati, dalle numerose applicazioni industriali. Tra i maggiori produttori di legname vi sono la Russia (25% del totale mondiale) e gli USA (20%).

mormorio della foresta